Sai Baba dice che il primo passo verso la spiritualità è essere vegetariani
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Nel libro vengono riportate una serie di storie di animali che fanno riflettere. Mi ha colpito la storia dell’oca con una gamba paralizzata: in una cascina viene chiamato un veterinario, non per lei (l’oca) ma per un bovino, e una donna della casa chiede aiuto all’uomo per la zampa dell’oca. Il veterinario riesce a curarla e da quel giorno l’oca ogni volta che lo vede lo aggredisce perché si ricorda dell’iniezione che probabilmente le aveva provocato un certo dolore. Quell’animale aveva un suo carattere e una sua personalità. L’uomo non era ancora vegetariano, ma il giorno in cui la signora della casa gli diede la coscia di quell’oca, lui non riuscì a mangiarla perché in qualche modo si era affezionato a lei, lei che ogni volta che lui andava lì per altri motivi, si allontanava dalle altre oche e andava verso di lui.
Cito un paragrafo del libro che secondo me è molto toccante e parla di una maialina che è stata scartata dal mercato del bestiame per una zampa difettosa e poi… qualcuno capace di ascoltare il cuore l’ha salvata :
“Hope (speranza) era solo un cucciolo, aveva appena due mesi. Mi ricordo quant’era spaventata e come cercava di scappare freneticamente, quando ci avvicinammo a lei. Gli umani l’avevano solo presa a calci, strattonata e infine abbandonata. Gene e io le parlammo gentilmente e le avvolgemmo una coperta attorno al corpicino tremante. Si lasciò sfuggire un piccolo grugnito quando la prendemmo in braccio e la sistemammo tra le mie braccia come se l’avessimo conosciuta da sempre”.